
Scheda tecnica:
Autore: Eugenio Bono e Paola Barone
Genere: romance
Sottogenere: contemporary romance
Anno di pubblicazione: 2025
Editore: Independently published
Trama
Andrea e Giulio sono amici d’infanzia, cresciuti fianco a fianco pur avendo nature e destini opposti: Andrea inquieto e sempre in movimento; Giulio più radicato, legato alla famiglia e a una vita che sembra già tracciata. Quando Giulio si sposa e nasce Beatrice, il loro rapporto cambia forma ma non sostanza. Beatrice cresce accanto al padre e conosce Andrea solo a distanza, come una presenza affettuosa e intermittente, il migliore amico che appare e scompare tra una visita e l’altra.
«Sai, Giulio, tu sei la parte migliore di me. Io non lo ammetterei mai con nessun altro, ma… se non fosse per te, io non so che fine avrei fatto.»
A venticinque anni, però, tutto cambia. Andrea torna in paese per una pausa dal lavoro e il suo rientro diventa un punto di svolta inatteso. Tra lui e Beatrice nasce un’attrazione improvvisa, destabilizzante, che supera l’affetto e la familiarità di sempre.
Non era amore, non ancora, ma un legame inspiegabile, come se la sua vita avesse improvvisamente trovato un senso diverso.
Inizia così una relazione segreta, fatta di silenzi, confini sfumati e un’intimità che cresce nell’ombra, finché Giulio, insospettito, non comincia a collegare i pezzi.
«Adesso, Beatrice. Non ho molto tempo, e non voglio chiudere gli occhi senza sapere.»
Quando la verità emerge, Andrea sceglie la fuga: sparisce dalla vita di entrambi, lasciando dietro di sé solo una lettera.
Nella stanza, Giulio e Beatrice rimasero soli, con quella busta che pesava come una sentenza, la aprirono ed iniziarono a leggerla.
Recensione
Cuore amaro è un romance contemporaneo con un evidente gap age, narrato in terza persona. Parte da premesse forti e da dinamiche emotive potenzialmente esplosive, ma sceglie una strada più trattenuta, quasi timida, che ne limita l’impatto.
I personaggi sono delineati ma rimangono in superficie: non vengono davvero esplorati e questo rende più difficile creare un legame emotivo con loro. La mancanza di introspezione si riflette anche sul ritmo degli eventi, che spesso partono da ottimi spunti ma non trovano il tempo necessario per essere metabolizzati. Il lettore passa così da un momento significativo all’altro senza poter respirare ciò che accade.
Alcune scene risultano affrettate: il primo bacio tra Andrea e Beatrice, ad esempio, arriva quando il lettore non è ancora in sintonia con loro e perde parte dell’intensità che avrebbe potuto avere.
Pur essendo scritto a quattro mani, la narrazione è sorprendentemente omogenea: non si percepisce uno stacco netto tra gli stili, e questo mantiene la lettura coerente. Allo stesso tempo, però, contribuisce a un appiattimento emotivo generale.
È un romanzo molto narrato: il lettore osserva ciò che accade, ma raramente entra davvero nella storia; ad esempio i sensi di colpa di Andrea vengono descritti, ma non trasmessi tra le righe. La terza persona, unita a un tempo narrativo accelerato, crea distanza. Gli autori sembrano non concedersi lo spazio per approfondire gli eventi, dando più l’impressione di un elenco che di un’evoluzione emotiva. La scarsità di dialoghi accentua ulteriormente questa sensazione.
Il momento in cui si intravede il potenziale emotivo della storia è la lettera finale: una delle parti più riuscite del romanzo, dove le emozioni emergono con più autenticità, anche senza essere esplicitate.
In conclusione, Cuore amaro è un romance con un buon potenziale e idee interessanti, ma che non affonda davvero nelle emozioni dei personaggi. Corre troppo, non si concede il tempo di scavare e questo toglie respiro a una storia che avrebbe potuto colpire più in profondità.
Cari lettori, grazie per essere arrivati fin qui.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.


Lascia un commento