Recensione di Nina, non aver paura di Vanessa Barbuto – quando lo sport diventa crescita

Autore: Vanessa Barbuto

Genere: narrativa

Sottogenere: narrativa sportiva

Anno di pubblicazione: 2023

Editore: Independently published


Serena è una giovane calciatrice della Roma e della Nazionale Under-23 italiana, considerata una delle promesse più luminose del calcio femminile. Ma durante la finale di Coppa Italia qualcosa si incrina: sbaglia il rigore decisivo, un errore che la perseguita e mette in discussione la sicurezza che l’ha sempre sostenuta.

Avrei potuto dimostrare qualcosa, di avere sangue freddo, di essere davvero una delle giocatrici più importanti della squadra, di poter essere decisiva…
E decisiva lo sono stata, anche se non come avrei voluto. Non come avrei voluto.

Una settimana dopo, Roma si prepara ad accogliere le Olimpiadi. La Nazionale femminile parte tra le sfavorite e Serena siede in panchina, ancora appesantita dal fallimento recente. Poi l’imprevisto: l’infortunio di Anastasia durante il riscaldamento la costringe a scendere in campo dal primo minuto. È l’occasione che non si aspettava, e che non può permettersi di sprecare. Con determinazione e talento, Serena si guadagna la fiducia di tutti, dimostrando di essere nata per stare in campo.

Anche le altre mi incoraggiano, con le voci che si fondono tra loro. Sorrido appena, imbambolata, prima di fare mente locale. Ora devo solo ascoltare le indicazioni di Alessio, il collaboratore dell’allenatrice che si occupa del nostro riscalamento.
Sono pronta.

Mentre le partite si susseguono, la vita personale si intreccia con quella sportiva. Prisca, la sua migliore amica e compagna di squadra, le confida di aver ricevuto un’offerta dal Lione e la invita a seguirla in Francia. Serena, però, sceglie un’altra strada: vuole costruire il proprio percorso, senza vivere all’ombra di nessuno.

Se lei vuole andare via, che vada. Ma io non voglio che si impunti su una condizione stupida come il mettere anche me sotto contratto.
Forse, dopo tanto tempo, è giusto che le nostre strade si separino.

Nel frattempo, la relazione con Lorenzo, calciatore della Nazionale maschile Under-23, viene scoperta dagli allenatori. Rischiano l’esclusione, ma se la cavano con una sola partita di squalifica. Nonostante tutto, il loro legame diventa un rifugio silenzioso, una forza che li accompagna mentre inseguono il sogno olimpico.

“Hai agito d’impulso, ma hai il mio supporto. Io volevo giocare come professionista, magari esordire in nazionale, e ce la sto facendo: conto di giocare con la nazionale maggiore il prima possibile, secondo me sono sulla buona strada. Tu, invece, hai come sogno lo United: non ti impedirà mai di inseguirlo, anzi: sarò al tuo fianco e ti sosterrò finché non l’avrai realizzato. E anche dopo, perché ti amo”.

Le Olimpiadi si chiudono con un risultato straordinario: sia la Nazionale femminile che quella maschile conquistano una medaglia. Un traguardo che non è solo sportivo, ma segna l’inizio di un nuovo capitolo per Serena, dentro e fuori dal campo.

Mi infilo le cuffie e ascolto un po’ di musica, volando con la fantasia e pensando alla stagione che ci aspetta: un futuro di speranze, nuove opportunità e sfide nella squadra dei miei sogni.


Nina, non aver paura di Vanessa Barbuto fa parte della serie “Olimpiadi Romane”, una serie composta da quattro romanzi ambientati nello stesso universo narrativo. Pur inserendosi in questo contesto più ampio, il libro può essere letto in totale autonomia: funziona perfettamente anche come stand‑alone.

Scritto in prima persona dal punto di vista di Serena, giovane calciatrice della Roma e della Nazionale Under-23, il romanzo segue il suo percorso di crescita personale e sportiva. Da ragazza insicura e piena di paure, Serena impara a credere nelle proprie capacità, a sostenere le compagne e a farsi valere, fino ad arrivare ad avere il coraggio di proporsi da sola al Manchester United.

Uno degli aspetti più riusciti è il ritmo narrativo, ben calibrato tra momenti introspettivi — lenti, riflessivi, necessari — e scene più dinamiche, che coincidono con le partite e le sfide decisive. Questa alternanza mantiene viva l’attenzione e restituisce l’energia emotiva del mondo sportivo.

Il calcio, però, non è il vero protagonista: è lo sfondo simbolico su cui si muovono le storie dei personaggi. Un mezzo per esplorare temi universali come la fiducia, l’amicizia, la paura di non essere abbastanza e la maturazione personale. Le partite diventano il luogo in cui la crescita interiore prende forma, più che il centro dell’azione.

Anche i personaggi secondari vivono percorsi significativi. Prisca, la migliore amica di Serena, trova il coraggio di condividere un segreto che custodiva da tempo; mentre Cristian impara a scegliere per sé, senza lasciarsi condizionare dalle aspettative esterne. Tuttavia, la narrazione in prima persona limita la profondità con cui possiamo conoscerli: tutto passa attraverso lo sguardo di Serena. Questo rende la protagonista estremamente autentica e vicina, ma riduce talvolta la complessità psicologica degli altri.

Lo stile di Vanessa Barbuto è scorrevole, pulito e coinvolgente. I flashback si inseriscono con naturalezza e le emozioni positive sono descritte con sensibilità. Alcuni momenti di conflitto o dolore risultano trattati in modo più rapido, e alcune scene di gioco possono apparire leggermente ripetitive, ma senza compromettere il piacere della lettura.

Nel complesso, Nina, non aver paura è un romanzo piacevole, emozionante e adatto a un pubblico ampio, anche a chi non segue il calcio. È una storia che parla di coraggio, di crescita e di seconde possibilità: perfetta come lettura estiva leggera o per ritrovare la voglia di leggere dopo un periodo di pausa.

Cari lettori, grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

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