
Scheda tecnica:
Autore: Vanessa Barbuto
Genere: narrativa
Sottogenere: narrativa sportiva
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: Independently published
Trama
Serena e Lorenzo approdano in Inghilterra per vestire la maglia del Manchester United. L’inizio sembra promettente, ma le difficoltà non tardano ad arrivare: lo spogliatoio femminile è teso, la pressione dell’allenatore su Lorenzo aumenta di giorno in giorno e Serena comincia a dubitare di sé e delle scelte che l’hanno portata fin lì.
Non ho intenzione di litigare, sono solo piena di pensieri e di fili mentali che si ingarbugliano tra loro e che non riesco a districare.
Accanto alla vita di club ci sono le qualificazioni con la Nazionale italiana femminile. Durante una partita, però, Prisca si infortuna gravemente e sarà costretta a restare lontana dal campo per mesi. L’incidente incrina il rapporto tra le due amiche di sempre: Serena non riesce più a confidarsi con lei, né a raccontarle ciò che sta accadendo nello spogliatoio inglese.
Non posso stare male? Non posso sentirmi a pezzi perché lei è messa peggio di me? Perché ci sono persone che hanno una situazione molto peggio della mia? Quindi la mia sofferenza non vale nulla? Ci pensa a quello che dice?
Al ritorno a Manchester, la situazione peggiora. Nonostante i nuovi legami con alcune compagne, come Vanille, Serena si sente responsabile di tutto ciò che va storto. La tensione interna si riflette sulle prestazioni in campo e sul suo equilibrio emotivo, creando un circolo vizioso da cui sembra impossibile uscire. È Anna, una delle sue compagne, a suggerirle di rivolgersi a uno psicologo. Da qui inizia un percorso di guarigione lento, fatto di alti e bassi, che la riporta gradualmente a ritrovare sé stessa.
«Se non fossi abbastanza per il Manchester? Se non fossi la persona giusta, se io e Reid avessimo sbagliato a credere il contrario? Cosa… co-cosa dovrei fare?»
Nel frattempo, la situazione nello United resta complessa. Viene indetta una votazione per scegliere il nuovo capitano e, per placare la rivalità con le “sbiadite” — soprannome con cui Serena e Prisca indicano il Manchester City — viene organizzato un incontro per ridurre le tensioni fuori dal campo.
«Che tu lo voglia o meno, che tu ne sia consapevole o meno, è quello che stai già facendo. Al di là di ciò che c’è fuori dal campo, dentro sei uno dei nostri punti fermi.»
La stagione scorre tra pressioni, ricadute, piccoli passi avanti e rapporti da ricucire. Ma, nonostante tutto, si chiude con una conquista importante: almeno una coppa viene sollevata, simbolo di un percorso difficile, imperfetto, ma profondamente trasformativo.
“Sicuramente sta mandando un messaggio alla sua compagna, anche lei calciatrice!” ride il telecronista.
“E vabbè, ci sono cose peggiori”, commento, con un sorriso che niente potrebbe mai cancellarmi.
Recensione
Nina, non aver paura 2 di Vanessa Barbuto fa parte della serie “Olimpiadi Romane” ed è il seguito diretto del romanzo uscito nel 2023. La storia riprende esattamente da dove si era interrotta: Serena e Lorenzo arrivano in Inghilterra per iniziare una nuova avventura al Manchester United, con un futuro da costruire e un sogno da inseguire. Tuttavia, l’atmosfera che li accoglie è ben diversa da quella immaginata. Se Lorenzo riesce ad adattarsi con relativa rapidità, per Serena le difficoltà emergono fin da subito.
Rispetto al primo volume, questo secondo capitolo si concentra molto di più su Nina (soprannome di Serena), che diventa la vera protagonista della narrazione. Tutto ruota attorno al suo percorso emotivo, alle sue fragilità e alla sua capacità di affrontare ciò che la mette alla prova.
Come già accadeva nel primo libro, il calcio è il mezzo attraverso cui l’autrice esplora temi che vanno oltre lo sport: rapporti umani, depressione, burnout, mancanza di autostima e, soprattutto, paure. Paure diverse per ogni personaggio, ma tutte profondamente umane. Qui, però, la gestione dei conflitti è più matura: se nel primo volume l’autrice tendeva a sfiorarli e a risolverli rapidamente, in questo secondo libro li affronta con maggiore profondità, entrando davvero dentro le crepe emotive dei personaggi.
Il cast si amplia: oltre ai volti già conosciuti, incontriamo le compagne di squadra di Serena allo United e quelli di Lorenzo. Ognuno porta con sé un ruolo preciso e una personalità distinta, come ad esempio Anna che si mostra fondamentale per il percorso di Nina. L’introduzione iniziale può risultare leggermente densa — molte giocatrici vengono presentate in un unico momento — ma la narrazione riesce comunque a distribuire bene le informazioni, senza appesantire la lettura.
La storia, narrata ancora una volta in prima persona dal punto di vista di Serena Villa, assume un tono più introspettivo e maturo. Nel primo volume avevo percepito il punto di vista di Serena come un limite, perché filtrava tutto attraverso la sua sensibilità. Qui, invece, questa scelta funziona pienamente: il romanzo è talmente incentrato su di lei che la focalizzazione interna diventa un punto di forza, permettendo di seguirne da vicino il crollo emotivo e il lento percorso di guarigione.
La prosa rimane scorrevole, con un linguaggio contemporaneo e accessibile. La lettura risulta immersiva, tanto da far perdere facilmente la cognizione del tempo.
Il calcio, pur più presente rispetto al primo volume, non ostacola la narrazione. Al contrario, diventa lo specchio dello stato emotivo di Serena e delle tensioni interne allo spogliatoio. Se nel primo libro il campo era soprattutto uno sfondo, qui riflette in modo diretto l’unità o la frattura della squadra.
Il contrasto con la Nazionale italiana è evidente: un gruppo coeso, che gioca per brillare insieme. Lo United, al contrario, è segnato da divisioni, non detti e vecchie ruggini che riaffiorano.
In conclusione, Nina, non aver paura 2 è un seguito solido e coerente, che si distingue dal primo volume per atmosfera e maturità. Più teso, più introspettivo, meno luminoso, ma proprio per questo più consapevole. Un capitolo che approfondisce la crescita di Serena e amplia l’universo narrativo della serie con sensibilità e attenzione.
Cari lettori, grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.



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