
Scheda tecnica:
Autore: N. Wells
Genere: dark fantasy
Anno di pubblicazione: 2025
Editore: Independently published
Trama
Dopo la morte improvvisa e oscura del padre, Veronica vede la sua esistenza frantumarsi, tormentata da incubi, mostri e visioni di tenebra che trasformano il suo mondo in un labirinto di dolore e follia. O almeno così sembra.
Era diventato una prova, ormai, una prova di forza per cui contava i giorni, le ore, aspettando la mezzanotte per potersi di nuovo dire sopravvissuta. E in fondo lo era, Veronica: promemoria vivente di ciò che era andato perduto e cambiato per sempre.
Un’antica voce si risveglia dentro di lei, rivelandole l’unica verità alla base di tutto: Veronica è l’incarnazione umana di Gadriel, l’angelo che tradì il cielo per amore della Terra e di Lucifer.
Lo sapeva guardando quel viso, restando l’uno di fronte all’altra a sfiorarsi il petto, cullati dal lieto infrangersi delle onde del mare.
Mentre le forze celesti si preparano a impedire una nuova guerra, la realtà si incrina sotto il peso delle orde di Caduti rinchiusi all’Inferno da millenni, che cercano disperatamente di evadere. Il destino dell’umanità è nelle mani di una chiave spezzata. E di Veronica, di fronte alla più antica delle scelte ancora una volta: obbedire o essere libera.
«Come faccio a sapere che è la cosa giusta?» domandò, con voce rotta.
«Non c’è una cosa giusta. Esiste solo la scelta.»
«E se fosse quella sbagliata?»
«Devi fidarti. È un atto di fede.»
L’Apocalisse inizia con un ricordo, il più dolce e tormentato mai vissuto ai tempi della Genesi, in cui l’unico vero peccato fu amare. E il libero arbitrio.
«L’amore avrebbe potuto essere la cura» ammise l’angelo con strazio. «Invece fu il principio di tutto.»
Recensione
Genesis è il primo libro di una dilogia dark fantasy narrata in terza persona, dove il lettore viene guidato tra passato e presente: un passato inizialmente idilliaco e poi sempre più oscuro, e un presente fatto di perdite, ferite e rivelazioni che cambiano la vita.
Il fulcro sembra ruotare attorno a Veronica — segnata dal trauma di aver visto il padre togliersi la vita — e a Gadriel, uno degli angeli del Creatore, legato in modo profondo a Helel.
La narrazione assume quasi la forma di un canto corale: ogni personaggio è protagonista e pedina allo stesso tempo, parte di un disegno più grande che il Creatore osserva, dirige e anticipa. Un regista che crea gli scenari, lascia che si evolvano e, allo stesso tempo, sembra già conoscere il loro esito.
Le vicende si muovono in un mondo cupo, pesante, opprimente, alleggerito solo da scambi di battute sarcastiche e dall’emergere, sul finale, di un sentimento nuovo: l’Amore.
La Cittadella — luminosa, gloriosa, apparentemente perfetta — si rivela presto una gabbia dorata per chi osa porsi domande. L’Inferno, al contrario, pur essendo un luogo di perdizione, appare quasi come un male necessario, il minore tra i mali.
Il linguaggio alterna il tono autorevole del passato a quello più contemporaneo del presente; ma nonostante il cambio di registro, la lettura resta fluida: lo stacco tra passato ancestrale, presente e passato di Veronica è chiaro e non disorienta.
L’autrice accompagna il lettore in un viaggio dove bene e male si intrecciano, dove l’uno non può esistere senza l’altro, dove comprendere il bene richiede di attraversare anche il male.
Accanto ai riferimenti biblici e apocrifi emergono termini che richiamano il fantasy moderno — come Signore Oscuro o malandrini — insieme a concetti come karma e destino.
La lettura chiede tempo: invita a fermarsi, assorbire, seguire la complessità dell’intreccio, dove religione, cultura e archetipi si sovrappongono. L’unica nota stonata riguarda i passaggi temporali tra presente e passato: possono confondere, soprattutto all’inizio, e suggerire intuizioni premature che rischiano di indebolire l’effetto sorpresa. Allo stesso tempo, però, questi salti costruiscono un puzzle sempre più articolato, che trova senso solo alla fine e permette di dare profondità alle domande che il presente solleva.
Il romanzo affronta temi come violenza, lotta, amore, libero arbitrio, libertà, oscurità del potere. Temi che coinvolgono tutti — umani, angeli, demoni — senza distinzione. La violenza subita da Lilith, ad esempio, arriva proprio da chi dovrebbe essere puro di cuore.
In conclusione, Genesis è un libro che scava a fondo: mostra un male che non è mai solo male, un bene che non è mai solo bene e una battaglia che, dietro l’apparenza di un conflitto eterno, nasconde un’oscurità ancora più profonda.
Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.


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