Autore: Marina Audia

Genere: contemporary romance

Anno di pubblicazione: 2025

Editore: Independentlu published


Sofia, alla soglia dei quarant’anni, fa i conti con se stessa e si rende conto che la sua vita non ha preso la piega che voleva. Le violenze psicologiche di suo marito stanno prendendo il sopravvento e questo non le sta più bene. Ha bisogno di riprendere in mano la sua vita, di tornare ad essere la donna solare e allegra di sempre, la madre che i suoi figli meritano.

L’amore ha bisogno di nutrimento da una parte e dall’altra. Se uno dei due smette di donare, il sentimento lentamente cesserà di esistere.
Le riserve di Sofia erano terminate. Prima o poi anche l’amore più vero si stanca di aspettare chi non se ne prende cura.

Decide di fermarsi, mettere un punto e ricominciare.

Stava frequentando quel corso per avere le basi per costruire un lavoro suo, così da essere almeno indipendente economicamente, poi il resto lo avrebbe valutato a tempo debito.

Inizia così la ricerca di se stessa, della sua serenità e della sicurezza economica, ma, quando sembra aver trovato stabilità, la vita la investe nuovamente mettendola di fronte ad una scelta difficile.

Era così insicura. Come facevano le persone a pensar di lei che fosse una “grande donna”? Aveva così tante paure e così poca fiducia in se stessa che in momenti come quelli aveva la certezza che da sola non ce l’avrebbe mai fatta.

L’uomo che milioni di donne desiderano le confessa un amore incondizionato, proprio quello che lei ha sempre sognato. Riuscirà Sofia a superare le sue paure e vivere un nuovo amore? Quale sarà il prezzo da pagare per non perdere la tanto agognata libertà che ha finalmente conquistato?

«Vedrai che alla fine mi ringrazierai. Tu non hai visto il vostro saluto. Hai visto come ti guardava? Quando vi siete abbracciati ha chiuso gli occhi e ti ha annusato i capelli mentre li accarezzava. Sembrava vi conosceste da sempre. Te lo avevo detto che gli incontri a Roma non erano stati casuali! Perché, scusa, vogliamo parlare della tua faccia? Ti sono sparite anche le occhiaie quando lo hai visto!»


La violenza domestica è uno dei temi più caldi e complessi del nostro tempo, una realtà emersa con ancora più forza nel periodo in cui eravamo tutti costretti in casa a causa della pandemia.
Ci sono tanti modi per raccontare questo dramma, e Il prezzo della libertà di Marina Audia è uno di questi.

Scritto in terza persona, il romanzo segue Sofia, intrappolata in un matrimonio ormai concluso che crede di dover mantenere per il bene dei suoi figli. Solo quando la realtà le si mostra senza filtri, comprende quanto quell’unione l’abbia cambiata, spezzata e modellata in qualcosa che non riconosce più.

La separazione coincide con l’incontro casuale con Can, un attore turco con cui prova a costruire una relazione. Ma i fantasmi che Sofia porta con sé — insicurezze, paure, ferite invisibili — minano ciò che potrebbe essere un nuovo inizio. Perché questa non è semplicemente una vicenda romantica: è un percorso di crescita, di ritrovamento, di battaglia tra ciò che Sofia è sempre stata e ciò che è stata costretta a diventare.

Le violenze raccontate non sono fisiche: sono psicologiche, manipolative, sottili. Invisibili agli occhi degli altri, ma devastanti per chi le vive, vengono trattate dall’autrice con profondo rispetto e senza alcuna spettacolarizzazione, integrandole nella narrazione con uniformità. Lungi dall’oscurare il resto degli eventi, le dinamiche abusive li attraversano, delineandoli e rendendoli dolorosamente reali.

L’amore, qui, viene esplorato in tutte le sue forme: quello genitoriale, nel modo in cui Sofia protegge i suoi bambini, quello solidale e fraterno, nei legami con gli amici che si trasformano in una vera famiglia, quello romantico, fragile e inedito, e infine l’amore insano, quello che la incatena al marito, fatto di controllo e sottomissione.

Le due figure maschili, il marito e Can, sono costruite in netta antitesi: due modi opposti di amare, due modi opposti di interfacciarsi con Sofia. Can non viene dipinto come il salvatore perfetto: è un appoggio, l’aiutante delle fiabe, ma privato di qualsiasi idealizzazione. È umano, rispettoso, presente e proprio per questo funziona.

Gli espedienti narrativi, a volte, risultano prevedibili, permettendo al lettore di intuire gli sviluppi futuri. Questo dettaglio, tuttavia, non inficia l’esperienza di lettura, poiché il vero fulcro dell’opera è il percorso emotivo, non il colpo di scena.

Ambientato in Italia durante il periodo del Covid, il romanzo utilizza un linguaggio contemporaneo e una narrazione scorrevole che permette di vivere gli eventi un passo alla volta insieme alla protagonista.
La terza persona offre un quadro più ampio, restituendo non solo il punto di vista di Sofia, ma l’intera rete di relazioni che la circonda.

In conclusione, Il prezzo della libertà è un romanzo che va oltre i confini del genere romance: esplora con lucidità, delicatezza e rispetto la violenza psicologica, mostrando come possa insinuarsi nella quotidianità e cambiare una persona dall’interno.
Si tratta di una testimonianza che potrebbe appartenere a chiunque e proprio per questo colpisce con forza.
Una storia che parla di rinascita, di consapevolezza e di libertà, quella vera che si conquista un passo alla volta, anche quando fa paura.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

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