Autore: Sara Pratesi

Serie: Cronache d’Oltrarno – Lux in tenebris

Genere: Dark historical romance

Anno di pubblicazione: 2026

Editore: Independentlu published


Firenze, 1491.
Di giorno è una città devota, elegante, potente.
Di notte cambia volto.

La verità aveva sempre il coraggio di esistere accanto all’orrore.

Sui tetti dell’Oltrarno corre un uomo che tutti chiamano il Falco. Nessuno pronuncia il suo vero nome ad alta voce. Edoardo Carducci non chiede perdono, non si inginocchia, non appartiene a nessuno. È un’ombra necessaria in una città che prega in pubblico e tratta il sangue in privato.

Il nome che gli venne dalla bocca non uscì. Rimase lì, come un chiodo. E lui lo ingoiò, come si ingoia qualcosa che non ci si può permettere.

Beatrice credeva di conoscere Firenze. Credeva di conoscere i confini tra giusto e sbagliato, tra luce e tenebra. Poi incontra lui.

Beatrice parlava e già le stavano cucendo la lingua al ruolo.
Poi accade una cosa minuscola. Un niente.
Un cambio d’aria.
Lei, nel mezzo della frase, alzò lo sguardo.
Non avrebbe dovuto guardare in alto. Non era previsto.

Amarlo non è un gesto romantico. È una scelta.
E ogni scelta ha un prezzo.

Non lei mi ruba l’uomo. Piuttosto: lui appartiene a troppe porte chiuse per essere tuo. E subito dopo, come una fitta breve e inutile: e non so perché mi importa.

Tra intrighi politici, fedeltà pericolose e una città pronta a condannare prima ancora di ascoltare.

Era l’intuizione fredda che la rete stava per fare altri nodi, e che quando una rete annoda non prende solo chi merita: prende chi capita. Chi è esposto. Chi è vicino. Chi sta nel mezzo.


Non tutto si cela alla luce del sole, e la Firenze della fine del 1400 nasconde molto più di quanto mostra.
Ombre su Firenze di Sara Pratesi parte da qui: da una città rinascimentale dove l’onore familiare pesa più della verità, dove alcuni nomi incutono timore e altri pretendono rispetto.

Narrato in terza persona, il romanzo racconta l’incontro tra Edoardo e Beatrice, due figure che si incrociano in circostanze particolari e che sviluppano un sentimento difficile da riconoscere, soprattutto per Edoardo. Entrambi portano ferite visibili e invisibili, cicatrici che ricordano loro che Firenze non è un luogo idilliaco, ma un sistema di catene sociali che stringono e soffocano.

Edoardo vive con il cuore chiuso: una storia finita male, un ricordo che brucia, una ferita che lo spinge a un autocontrollo spasmodico. Beatrice, nobile macchiata da colpe non sue, si piega alle richieste esterne pur lottando per non perdere la propria identità. Nonostante indossi maschere necessarie, la sua presenza è forte, definita e percepibile fin da subito: non un personaggio di contorno, bensì un autentico pilastro narrativo. Il loro rapporto non è lineare, ma nasce quando iniziano a comprendersi, a leggere l’uno nell’altra e a riconoscersi nelle crepe reciproche.

Accanto a loro spicca Bastiano, personaggio secondario che alleggerisce l’atmosfera cupa con battute e un fare quasi paterno. È lui a dare respiro alla narrazione, a dare risposte e mostrare l’origine del Falco, facendo da perfetto contrappunto alla tensione che avvolge Firenze e Edoardo.

Un’atmosfera cupa, ingombrante, scura e misteriosa, che riflette una città ricca di intrighi, politica e segreti. Il linguaggio evoca fedelmente l’epoca e questo rallenta leggermente l’avvio della lettura, poiché il lettore deve familiarizzare con un modo di parlare lontano dal presente. Anche il ritmo parte lento, ma, una volta comprese le dinamiche e l’ambientazione, accelera con decisione.

Il riferimento ad Assassin’s Creed non è scontato per chi non ha familiarità con il videogioco, ma alcune dinamiche — come la fuga da Firenze — ricordano da vicino le meccaniche dei giochi survival e d’azione, con quella tensione costante che accompagna ogni singola scelta.

Il finale sviluppa ciò che il prologo suggerisce, senza tuttavia offrire una conclusione definitiva: è un inizio di saga che svela e prepara, ma non chiude. Spalanca spiragli e interrogativi lasciando tutto sospeso, a confermare che il tutto è appena iniziato.

In conclusione, Ombre su Firenze è un primo volume che costruisce atmosfera, intrecci e tensioni con cura.
È un romanzo che non si limita a raccontare una storia d’amore, ma scava nelle ombre di una città che vive di intrighi e silenzi.
Un inizio che promette sviluppi più profondi, più oscuri, più intensi e che invita il lettore a restare in ascolto, perché ciò che è stato mostrato finora è solo la superficie di eventi che cambieranno la storia dei personaggi.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

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