Autore: Salvatore Claudio D’ambrosio

Genere: Narrativa contemporanea

Anno di pubblicazione: 2024

Editore: Independently published


Cosa succede all’essere umano in certe situazioni? Quali sono i sentimenti che si provano davanti a certe esperienze? Venticinque racconti, venticinque fotografie che raccontano l’atteggiamento che alcune persone hanno provato davanti a situazioni di sofferenza e di dolore, senza avere la paura di mettersi a nudo e mostrarsi nelle loro debolezze e nelle loro fragilità.


Ci sono racconti che, pur nella loro brevità, riescono ad aprire uno spiraglio su dinamiche spaventosamente vicine a ciò che viviamo ogni giorno.
Uno sguardo delicato sul mondo appartiene esattamente a questa categoria.

Scritto da Salvatore Claudio D’Ambrosio, il volume si presenta come una raccolta di venticinque storie, tutte narrate in prima persona. Esperienze diverse tra loro ma attraversate da sottili fili tematici che ritornano, si intrecciano e si richiamano a vicenda. Alcuni brani sembrano persino dialogare a distanza: è il caso di “Tra Buster Casey e Tom“, che affronta il tema della perdita riprendendo le atmosfere di In ospedale, o dei testi dedicati al tema bellico, che appaiono come istantanee diverse dello stesso dolore, scatti rubati al vissuto di chi abita un territorio in conflitto.

Le tematiche affrontate sono numerose e di attualità: si spazia dalle dipendenze alle pieghe dell’isolamento social, dal peso dell’Alzheimer al caregiving, fino a toccare piaghe come lo sfruttamento minorile, la violenza, la dignità nella morte e il lutto. Un quadro che potrebbe sembrare cupo o impersonale, ma che nella raccolta prende vita grazie a un linguaggio contemporaneo, impreziosito da accenti dialettali che rendono le voci autentiche e viscerali.

Sono storie che, a un primo sguardo, sembrano scivolare via con leggerezza, ma che spalancano spunti di riflessione profonda. Alcuni brani lasciano intuire senza mai confermare; altri rivelano il nome del protagonista solo sul finale, a ricordarci che quel frammento di vita potrebbe appartenere a chiunque. In Ultimo accesso, ad esempio, il lettore comprende perfettamente la gravità degli eventi, ma l’autore non offre mai certezze assolute: un modo elegante per suggerire che la realtà non è fatta di risposte nette.

Le ambientazioni mutano di continuo — dall’Italia ai territori di guerra, dagli ospedali alla quotidianità delle case — eppure, più che luoghi fisici, funzionano come cornici: ciò che conta davvero è la voce narrante, il momento vulnerabile che si lascia intravedere.

In conclusione, Uno sguardo delicato sul mondo è una raccolta che non si limita a raccontare, ma spalanca porte.
Ogni pagina è come un affacciarsi, quasi da intrusi, sull’esistenza altrui — un attimo, una ferita, una scelta irripetibile.
È un libro che invita a osservare con cura, a riconoscere ciò che spesso ignoriamo e a ricordare che dietro ogni voce si cela un essere umano e dietro ogni vita un universo che merita profonda delicatezza.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

Lascia un commento