
Scheda tecnica:
Autore: Laura Novelli
Serie: Le cronache dei camminatori
Genere: Epic fantasy
Anno di pubblicazione: 2025
Editore: Independentlu published
Trama
Dopo aver concluso la missione che le era stata affidata nelle pericolose terre dei demoni, Elynn è tornata in Accademia.
I druidi hanno curato le gravi ferite che le sono state inflitte durante la battaglia del Sangue, ma la coraggiosa elfa non può concedersi di riposare.
Non appena i suoi occhi trovarono i suoi, il generale le puntò il suo sguardo giallo addosso ed Elynn, grazie alla capacità empatica che il legame magico con l’Equilibrio le donava, percepì la sua preoccupazione.
L’elfa sospirò, stringendo con forza le dita attorna alla missiva che teneva in mano, e che conteneva gli ordini del Comandante.

Marek, il suo compagno Onónamahtar, è misteriosamente scomparso e il comandante Hìrmorn le ha affidato un nuovo importante incarico.
«È sempre riluttante ad allontanarsi dal Comandante, anche quando è lui a ordinarglielo. Cerca di tornare velocemente dalle missioni per stargli accanto e assicurarsi che sia al sicuro, quindi questa sua prolungata assenza è insolita. Dalla mappa ho visto che l’isola delle ninfe è vicina alle terre feline.» aggiunse poi.
«Potremmo…»
Nelle assolate e desertiche terre dei felini a sud di Sylinn si stanno verificando violenti disordini che minacciano nuovamente la stabilità dell’Equilibrio.
«Perché si sono introdotti alla Cerimonia?»
«Lo scoprirai presto, ninfa.» sghignazzò il felino più alto, osservandola. «Rimarrà poco della vostra isola, quando avremmo finito.»
Elynn dovrà quindi scoprire chi si cela a capo della pericolosa rivolta e fermarlo, prima che si arrivi ad uno scontro tra i ribelli e l’esercito dei Camminatori, e scongiurare così il pericolo prima che in tutta Sylinn si diffonda il caos.
«In Accademia sono giunte voci di disordini. Si sta verificando un grosso Squilibrio nelle nostre terre e il Comandante Hìrmorn ci ha mandati qui per risolverlo.»
Recensione
A volte possiamo smarrire il sentiero, ma si ritorna sempre a casa.
Il camminatore perduto parla anche di questo.
Terzo volume della saga Le cronache dei camminatori di Laura Novelli, il romanzo si apre con la scomparsa di Marek, intrecciando fin dalle prime pagine vendetta, delusione, tristezza, gelosia e la complessa difficoltà di comprendere i propri sentimenti.
Narrare la storia in terza persona permette al lettore di esplorare le terre dei felini a sud di Sylinn e di comprendere le secolari rivalità che li dividono dalle ninfe, nate soprattutto dai loro opposti stili di vita.
La narrazione prende il via con una nuova missione e con l’inseparabile strascico di tensioni che porta con sé: parole che feriscono, scelte che segnano, cicatrici destinate a rimanere sulla pelle.
Il worldbuilding continua a espandersi, mostrando regioni diverse ma legate da richiami sottili e affascinanti. L’isola delle ninfe, ad esempio, funziona come uno specchio rispetto alla terra degli elfi: nella prima gli alberi si rivelano ostili, mentre nella seconda sono preziosi alleati con cui gli elfi vivono in perfetta comunione. Due luoghi speculari, due modi diametralmente opposti di abitare la natura.
Anche la galleria dei personaggi si arricchisce: al fianco dei volti noti aumentano le figure secondarie, alcune delle quali fondamentali per seminare intuizioni e sospetti che altrimenti sarebbe difficile cogliere. Il legame tra Marek ed Elynn rimane presente e latente al tempo stesso: mai dichiarato, mai del tutto esplicito, ma straordinariamente vivo in una serie di microscene che suggeriscono una connessione indelebile.
In questo capitolo i protagonisti compiono un ulteriore salto di crescita. Elynn appare più consapevole della propria identità e di ciò che vuole diventare; Marek si riscopre più determinato a riprendere il proprio ruolo, più saldo e definito.
La scrittura di Laura Novelli si conferma matura e consapevole, abile nel bilanciare un registro contemporaneo con quelle sfumature antiche che hanno caratterizzato l’intera trilogia.
Il ritmo è nettamente più incalzante rispetto ai volumi precedenti e la lettura scorre meravigliosamente, trascinando chi legge nelle avventure di Elynn. A volte, tuttavia, la narrazione sembra correre fin troppo, lasciando l’impressione che qualche passaggio sia stato affrettato a scapito della consueta profondità tematica.
Il finale, dal canto suo, chiude idealmente il cerchio aperto dal prologo, pur senza dare la sensazione di un punto fermo e definitivo sull’universo narrativo: si percepisce piuttosto come uno dei tanti cruciali capitoli che scandiscono la vita dei Camminatori.
In conclusione, Il camminatore perduto è un capitolo che arricchisce e scava: espande il mondo, approfondisce i legami e mette a nudo fragilità e scelte dolorose.
Un romanzo che non delude, ma che al contrario consolida la trilogia rendendola più viva, complessa e umana.
Una lettura piacevole e fluida, capace di accompagnare il lettore ovunque — persino sotto l’ombrellone — lasciando addosso la certezza di aver camminato fianco a fianco con i suoi protagonisti.
Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.


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