
Scheda tecnica:
Autore: Laura Novelli
Serie: Le cronache dei camminatori
Genere: Epic fantasy
Anno di pubblicazione: 2024
Editore: Independentlu published
Trama
Elynn, dopo essersi sottoposta a duri allenamenti, è finalmente diventata una Camminatrice.
Elynn sospirò e, senza smettere di avanzare, spostò lo sguardo sul tatuaggio a forma di spada che portava sul polso.
Dopo una sanguinosa battaglia, ha prestato giuramento come protettrice dell’Equilibrio, partecipando alla sacra cerimonia dell’Investitura e adesso la coraggiosa elfa è pronta a partire per portare a termine il pericoloso incarico che il demone Comandante le ha affidato.

«È probabile che a prendere Indis siano stati i demoni delle terre dell’est.» dedusse allora lei. «Pare, però, che non si siano spinti di recente oltre il mare.» gli disse infine.
Dovrà viaggiare in incognito verso est e recarsi nelle oscure terre dei demoni per ritrovare Indis, la moglie del Comandante, rapita da alcuni esseri infuocati durante un’inaspettato attacco all’Accademia.
«Non posso attirare l’attenzione su di me. Sono già stato in queste terre in passato e se dovessero riconoscermi potrebbero imprigionarci o cacciarci.»
Non tutti i Camminatori possono affrontare un incarico come il suo, ma Elynn è una guerriera Onónamahtar, una dei massimi protettori dell’Equilibrio e, grazie al suo particolare dono, ha tutte le capacità per affrontare quegli abili e astuti esseri.
Marek le aveva detto che a un’Onónamahtar serviva molto tempo per imparare a padroneggiare il suo potere, ma lei sapeva di non aver fatto abbastanza.
Non si sentiva all’altezza del suo ruolo e voleva dimostrare il suo valore come Camminatrice. E quella missione poteva essere un’occasione per farlo.
Ma non sarà da sola. Marek, il taciturno Protettore del Comandante, l’accompagnerà, determinato a proteggerla e a combattere per eliminare il grave Squilibrio che minaccia tutte le terre di Sylinn.
«Tu hai sempre fatto la tua parte per difendere l’Equilibrio, permettimi di fare la mia.» sussurrò. «Sono un Onónamahtar anch’io. E ho giurato di difendere l’Equilibrio tanto quanto te. Ho accettato l’esilio dalle terre elfiche per questo. Tu sai quanto questa scelta sia stata dura. Non l’ho fatta per stare al sicuro tra le mura dell’Accademia.»
Recensione
I secondi capitoli, proprio come nei film, sono sempre un’incognita: non sai mai se sapranno reggere il passo del primo, ampliarlo o tradirlo.
La missione degli Onónamahtar si rivela, invece, un’operazione decisamente degna di nota.
Scritto in terza persona, il romanzo accompagna il lettore insieme a Elynn e Marek nella loro nuova impresa, conducendolo alla scoperta del regno dei demoni. Un territorio antitetico rispetto a quelli incontrati finora, che amplia i confini geografici dell’opera. Se nel primo volume questa terra era solo un’ombra sfocata, qui prende finalmente forma e, nel finale, espande ulteriormente l’orizzonte dell’universo di Sylinn con un ulteriore regno, preparando il terreno per gli eventi futuri.
I personaggi evolvono con grande coerenza, rispettando i tempi della propria indole. Elynn appare più matura, forgiata e indurita dagli eventi passati. Marek, dal canto suo, mostra sfumature che finora erano rimaste inespresse: un cuore più grande di quanto lasciasse intendere e una dedizione al dovere che lo spinge a proteggere tutti, anche a costo di mettersi nei guai.
Il rapporto tra i due rimane complesso, stratificato: sono compagni di avventura costretti allo stesso esilio, ma attraversati da un’attrazione difficile da cogliere appieno, come una corrente sotterranea che scorre instancabile senza mai lasciarsi afferrare.
Un altro legame che si rivela più profondo del previsto è quello tra Marek e il Comandante dei Camminatori. Tra loro non si consuma solo il classico rapporto formale tra Protettore e superiore: la narrazione restituisce un’intensità quasi familiare, suggerendo che il Comandante lo consideri un figlio, o qualcosa di molto vicino.
Le tappe di questo viaggio, tuttavia, non scorrono mai lisce e presentano diverse complicanze: alcune avvincenti, altre più prevedibili, altre persino contraddittorie. È il caso della punizione inflitta a Marek, che se inizialmente si prospetta come un semplice cambio di posizione, assume poi un tono ben più definitivo. Si tratta di scelte strutturali che spiazzano il lettore, ma che contribuiscono a mantenere alta la tensione narrativa.
Lo stile di Laura Novelli si mantiene fedele a quello dell’esordio: moderno, incalzante e con un’eco che rimanda alla tradizione epica. La scrittura appare qui più ordinata e amalgama con fluidità i momenti in cui vengono rievocati gli eventi del passato. Un riepilogo che risulta prezioso se tra la lettura dei due volumi è passato del tempo, ma che potrebbe apparire leggermente ridondante in caso di lettura consecutiva.
La storia si conclude mantenendo la stessa struttura speculare del primo libro: chiude la parentesi che ha aperto e offre l’input immediato per il capitolo successivo, regalando quella soddisfacente sensazione di un cerchio che si chiude per poi riaprirsi subito dopo.
In conclusione, La missione degli Onónamahtar è un secondo capitolo che non tradisce le promesse del debutto: amplia il mondo, approfondisce l’introspezione dei personaggi, aggiunge ombre e solleva nuove domande.
Un solido ponte narrativo che prepara, espande e semina, confermando la robustezza della saga e invitando a proseguire con la certezza che la storia è destinata a complicarsi in modo avvincente.
Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.


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