
Scheda tecnica:
Autore: Federica Caglioni
Serie: New England Chronicles
Genere: Romantasy
Anno di pubblicazione: 2026
Editore: Independently published
Trama
Una strega.
Un cacciatore.
E una bigotta cittadina del New England.
«Non vivrò a Boston.»
«Ah no?»
«No. Voglio portare mia sorella in un luogo più tranquillo, legato alle tradizioni di famiglia, oltre che alle nostre origini.»
Quando Rowena Leroy si è trasferita da Boston insieme a sua sorella Astrid nella dimora storica di famiglia, non immaginava di ritrovarsi oggetto delle congetture e dei pregiudizi dei cittadini di Westview.
«Tutti sanno che non si stringe la mano a una strega, Miss Leroy.»
Oh, Madre dammi la forza, insieme a una buona dose di pazienza.
«Sono solo vecchie dicerie, sindaco. Una stretta di mano non è nulla di più di quello che sembra.»
E nel momento in cui strani eventi e misteriose sparizioni minacciano la tranquillità della città, Rowena e sua sorella sono le prime a essere additate come responsabili.
«Sei stata tu, non è vero?» mi accusa l’insegnante, gli occhi puntati su di me carichi di paura e accuse già date per certe. «Solo le streghe potrebbero aver fatto una cosa del genere e tu e tua sorella siete le uniche a Westview. Dovete essere state voi!»
Ma non sono state loro e l’erede della congrega di Boston è disposta a tutto per dimostrare la propria innocenza, compreso collaborare con un cacciatore mandato a fermare il responsabile.
«Non sono io la colpevole.»
Il cacciatore porta gli occhi su di me. «Se è così, lo dimostrerai. Altrimenti…»
«Mi consegnerò io stessa» lo anticipo. «Che le catene della Madre mi blocchino mani e piedi, se colpevole tu mi vedi.»
Tra segreti di famiglia, un gatto scomparso e riti di evocazione illegali, c’è la possibilità che scorra del sangue.
E che le cose si mettano peggio del previsto.
«Quasi come se si ribellasse all’incantesimo che hanno fatto qui dentro.» Mi accovaccio davanti allo scatolone e mi libero della borsa. «Perché è stato fatto un incantesimo, di questo sono sicura. Forse più di uno.»
Recensione
Ci sono legami che vanno oltre la comunità e oltre il sangue: legami profondi che ci tengono uniti e per i quali saremmo disposti a tutto pur di proteggere chi amiamo.
The Witch Oath parte proprio da questa premessa: una sorella pronta ad allontanarsi dalla propria congrega pur di tenere al sicuro la sorella minore.
Narrato in prima persona dal punto di vista di Rowena, il romanzo si apre in un mondo che somiglia al nostro, ma dove streghe e soprannaturale non vengono semplicemente sussurrati: sono vivi e presenti.
Le due sorelle, trasferite nella casa di un’antenata, si trovano subito a fronteggiare bigottismo, pregiudizi e dicerie. Gli abitanti, infatti, le osservano, le giudicano e le accusano ancora prima di conoscerle.
Fin dalle prime pagine appare chiaro che non avranno mai un trattamento equo: ogni sospetto diventa una prova, ogni voce una condanna. E così, quando eventi inquietanti turbano la quiete cittadina, Rowena si ritrova costretta a difendersi come una colpevole che cerca disperatamente di dimostrare la propria innocenza.
Ed è qui che arriva il primo vero punto di svolta: Conrad McKenna, un cacciatore di streghe. Colui che dovrebbe odiarla, giudicarla e condannarla si rivela invece un inaspettato alleato. Lo si intuisce fin dal loro primo incontro: una stretta di mano, un gesto semplice, quasi banale, ma che si contrappone al benvenuto ostile riservato loro dal sindaco solo pochi capitoli prima.
Tra enigmi, indagini e scoperte, Conrad si dimostra la figura più intrigante dell’intero romanzo: nasconde un passato oscuro, mostra un atteggiamento del tutto atipico per un cacciatore e, quando in città giunge un suo pari, la sua diversità emerge con ancora più evidenza.
Il ritmo è serrato, coinvolgente e incolla chi legge alle pagine. L’atteggiamento arrogante e un po’ supponente delle due sorelle strappa più di un sorriso, mentre la loro vulnerabilità permette di affezionarsi a entrambe e allo stesso Conrad con estrema naturalezza.
Il linguaggio è semplice e diretto. La scelta di non utilizzare il latino per le formule degli incantesimi rende la lettura estremamente fluida: si comprende subito ciò che Rowena sta pronunciando, senza interruzioni o necessità di ricerche esterne.
L’intreccio che avvolge l’opera è ben costruito: si tende a intuire il colpevole fin dall’inizio, ma la narrazione si sviluppa in modo tale da spingere il lettore a sperare che le proprie supposizioni siano errate.
Un dettaglio di rara delicatezza arriva proprio nelle battute finali: Rowena sceglie di chiamarlo per nome, Conrad, invece di usare il cognome o il titolo, in un momento di totale disperazione. Lui si volta soltanto allora. Un gesto che suggerisce tantissimo: forse il desiderio viscerale di essere visto non come un cacciatore, non come McKenna, ma semplicemente come uomo.
La conclusione, poi, offre risposta ad alcune domande e permette di approfondire la figura di Conrad. Il capitolo extra, narrato dal suo punto di vista, apre una finestra preziosa sul futuro, lasciando intendere che la storia è tutt’altro che finita e che molto del suo passato deve ancora venire a galla.
In questo primo volume la componente romantica non è mai esplicita: è un’ombra, un’intuizione, una promessa.
È come se l’autrice avesse gettato le fondamenta per una futura storia d’amore capace di rivelarsi accattivante e profonda, mantenendo quella sfumatura di mistero destinata a emozionare.
In conclusione, The Witch Oath è un primo volume che costruisce, prepara e semina.
Un fantasy che intreccia indagine, tensione e legami familiari, introducendo personaggi destinati a crescere e a sorprendere.
È un inizio che non chiude, ma spalanca: una porta socchiusa che invita a proseguire, con la certezza che ciò che abbiamo visto finora sia solo la superficie di un mondo pronto ad espandersi e a incantare nel capitolo successivo.
Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.



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