Autore: Alessandra Dell’Amico

Serie: Polvere d’argento

Genere: Portal fantasy

Anno di pubblicazione: 2025

Editore: Passione libri


Andrea ha quasi diciott’anni quando una notte la sua vita ordinaria viene stravolta: nella sua camera si apre un varco e viene trascinato in una dimensione lontana nel tempo e nello spazio. Qui, Zerak opprime il popolo con poteri terribili, capaci di piegare le menti e spegnere la vita.

«Sarai proprio tu ad andare a prelevare la persona che userà l’Oggetto. Valicherai per primo la nuova frontiera! Io ho sempre negato anche a mio figlio la possibilità di farlo. Credo che t’invidierà un bel po’.»

Insieme a Laiot, un giovane contadino in fuga, e a Wietil, una coraggiosa ragazza mutaforma, Andrea intraprende un viaggio alla ricerca di un oggetto misterioso in grado di fermare il tiranno.

«Ho deciso proprio per questo di prestarvi i miei cavalli. A piedi avreste impiegato dieci volte tanto. Una volta trovati, i sacerdoti Sahti vi tratterranno forse un giorno, prima di benedirvi e farvi ripartire. Quindi tornerete a nord e in qualche giorno entrerete nei territori di Zerak, ostili. Sarà la parte peggiore. Non ho idea di come farete per arrivare fin dentro il castello e usare l’Oggetto contro di lui: non so nemmeno immaginare cosa sia.»


Ci sono percorsi che iniziano come una fuga e finiscono per trasformarsi in una scoperta: cammini che costringono a guardare oltre ciò che si conosce e che, passo dopo passo, portano a comprendere cosa conti davvero.
Polvere d’argento: Il potere di Zerak di Alessandra Dell’Amico parte proprio da qui: da due ragazzi provenienti da scenari completamente diversi il cui incontro appare dapprima impossibile, ma che si troveranno a condividere un destino comune.

Andrea è un giovane qualunque, cresciuto sulla Terra, che viene catapultato improvvisamente in una dimensione in cui la magia è reale. Questo viaggio lo spinge non soltanto a esplorare un universo sconosciuto, ma anche a rivalutare i propri legami familiari e la percezione che ha sempre avuto di se stesso. La sua maturazione passa attraverso la presa di coscienza del proprio ruolo e l’accettazione di responsabilità che inizialmente non avrebbe mai desiderato affrontare.

Accanto a lui troviamo Laiot, abitante del mondo magico e reduce da una dolorosa perdita che ne ha segnato l’esistenza. È lui a varcare il portale e a trascinare Andrea in questa nuova realtà. Se all’inizio figura come un ragazzo abituato a chinare il capo e a piegarsi all’autorità del tiranno Zerak, nel corso della storia la sua presenza diventa sempre più centrale. Il suo indole riflessiva, l’attenzione ai dettagli e la capacità di osservare ciò che gli altri ignorano si riveleranno fondamentali per la riuscita dell’impresa.

A completare il gruppo c’è Wietil, una creatura affascinante che richiama gli aiutanti delle fiabe e delle grandi avventure fantasy: una presenza costante e una guida discreta nei momenti più complessi.

Sul fronte opposto si erge Zerak, figura che incarna l’ambizione del potere e il desiderio di sconfiggere la morte, temi classici degli antagonisti della narrativa fantasy che qui trovano una veste rinnovata. Al suo fianco si muove Rolit, personaggio meno presente nella prima fase del romanzo ma abbastanza enigmatico da stuzzicare la curiosità: più volte si intuisce come il suo seguire Zerak non nasca solo dalla fedeltà, ma anche da un interesse personale e da un’ambizione strisciante.

Gli abitanti delle varie regioni attraversate dai protagonisti arricchiscono il worldbuilding, restituendo l’immagine di un popolo stanco dell’oppressione e pronto a fare fronte comune quando giunge il momento di reagire.

La narrazione in terza persona è sostenuta da un linguaggio pulito e accessibile.

Il ritmo, tuttavia, non si mantiene costante: la prima metà procede lentamente, prendendosi il tempo necessario per introdurre l’ambientazione e i personaggi; mentre è nella seconda parte, una volta superata la fase esplorativa, che la storia accelera e acquista reale intensità.

Entrare nel romanzo può richiedere un pizzico di pazienza. Alcuni snodi risultano intuibili e la costruzione iniziale avanza per gradi; tuttavia, quando le strade di Andrea e Laiot si incrociano davvero, la narrazione trova un equilibrio più solido e il coinvolgimento cresce in modo progressivo.

Il finale svolge egregiamente il compito di un primo capitolo: chiude determinati elementi e spalanca le porte a ciò che verrà. Lascia intravedere le figure che potrebbero rivestire un ruolo avverso nei seguiti senza svelare troppo, alimentando la curiosità di chi legge.

In conclusione, Polvere d’argento: Il potere di Zerak è una storia che parla di crescita, appartenenza e legami, dove il conflitto contro il male appare soltanto come il primo passo di una sfida ben più ampia.
I protagonisti hanno appena iniziato il loro cammino, ma è proprio questa sensazione di trasformazione in divenire a rendere l’opera interessante: la consapevolezza che ciò che si scopre lungo la strada possa rivelarsi persino più prezioso della meta stessa.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

Rispondi