Recensione di Cenerentola al Bistrot di Snowtulip – una romance che intreccia fiaba, dolore e desiderio di libertà

Autore: Snowtulip

Genere: narrativa sportiva

Anno di pubblicazione: 2025

Editore: Independently published


Alle porte di Lione, in un bistrot, c’è una Cenerentola dei tempi moderni.

«Lavori più di noi, sei tu che subentri quando abbiamo degli imrevisti. Trascorri giornate intere alla Marée, pensi che i ragazzi non se ne rendano conto? Pensi che non capiscano quanto zio ti stia usando? Lo capiscono eccome. Cercheremo di trovarti una sistemazione e anche un lavoro, ma potrebbe volerci tempo.»

Alizée è costretta dal padre a lavorare nel bistrot di famiglia. Proprio qui, un giorno, entra Jérémy e subito tra i due scatta la scintilla, che faticherà a diventare una fiamma. Troppi ostacoli si frappongono tra i due e il loro amore, tra cui il padre e il pretendente di Alizée.

«Non è un po’ presto per te?» sbraita Xavier, appena apparso dal retro, dove invece è sparito Luis. Mi sta squadrando, con aria contrariata. Alizée è troppo vicina al lato del bancone a cui sono io e troppo lontana da quel carciofo, per i suoi gusti?

Jérémy gioca a basket nella stessa città in cui vive Alizée, ma il destino lo spingerà in posti lontani. Sarà costretto a rinunciare ad Alizée o sceglierà di correre dei rischi, pur di stare con lei?

«Ho chiesto al mio agente di intensificare i contatto con alcune squadre che mi hanno cercato e potrei andare via un momento all’altro. Vorresti venire con me?»

Una Cenerentola al bistrot vi porterà sulle montagne russe a cavallo tra Francia e Italia. Jérémy e Alizée vi faranno conoscere l’amore vero e sincero nonostante le difficoltà.

Non lo dice, ma lo sta facendo per me: io sognavo di prendere un treno che mi portasse lontano. Ora un treno c’è, e ci porterà a destinazione.


Cenerentola al Bistrot è il secondo volume del Villafiore Book Universe: uno sport romance narrato in prima persona, con una doppia prospettiva che permette di seguire gli eventi attraverso gli occhi di entrambi i protagonisti.

Ambientato prima di Amore all’overtime, il romanzo richiama la favola di Cenerentola in chiave moderna. Non ci sono matrigne o sorellastre, ma un padre manipolatore che sfrutta la figlia, un ragazzo disposto a tutto pur di possederla, e una protagonista che non può fuggire dalla propria realtà fino all’arrivo del suo “principe”. Un arrivo che non avviene senza conseguenze, soprattutto dopo un incontro ravvicinato e violento con il padre.

È una storia di crescita, ma non nel senso più classico: i personaggi crescono perché scelgono la libertà, combattono per mantenerla, accettano fragilità e debolezze, imparano che affidarsi agli altri non è un fallimento. Jérémy, da sempre contrario alla violenza, deve fare i conti con il proprio lato “animale”, emerso per proteggere chi ama. La madre di Alizée, invece, deve liberarsi dalla manipolazione del marito per permettere alla figlia di trovare la propria felicità.

Una figura particolare è la nonna di Alizée: non appare mai direttamente, ma la sua presenza affettiva attraversa tutto il romanzo. È la “fata madrina” della storia, mentre chi lavora al bistrot — inclusa la cugina della protagonista — ricorda i topini che aiutano Cenerentola a ribellarsi alla matrigna, qui sostituita dal padre.

Ambientato in un contesto moderno, il romanzo trascina il lettore nelle difficoltà che la vita può imporre, mostrando con chiarezza quanto sia complesso per una vittima chiedere aiuto e quanto siano fondamentali le ancore emotive.

In questo secondo volume, Snowtulip esplora le ombre dell’ambiente sportivo, l’abuso, il controllo genitoriale, la manipolazione, la rassegnazione, la fatica del ribellarsi e la necessità di farlo quando la libertà diventa un bisogno primario.

La scrittura è contemporanea e coinvolgente: la narrazione scorre con naturalezza, alternando i due POV e mostrando sia la parte emotiva sia quella più intima dei protagonisti.

Alcune scene risultano meno intense di altre: la violenza che coinvolge Jérémy appare più attenuata rispetto a quella che riguarda Alizée; mentre episodi come l’abuso dello spasimante vengono lasciati intuire e raccontati solo quando lei trova il coraggio di parlarne. In alcuni momenti si percepisce la volontà di non appesantire ulteriormente una realtà già oscura, ma questo può dare al lettore la sensazione che manchi qualcosa.

In conclusione, Cenerentola al Bistrot è un romance che intreccia la favola con la realtà, affrontando le difficoltà dell’ambiente sportivo e i rapporti familiari tutt’altro che idilliaci. Una storia che parla di libertà, di coraggio e di ciò che significa davvero salvarsi.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

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