Autore: Katy Marylin Farci

Serie: Le ombre delle virtù

Genere: Fantasy ecopunk

Anno di pubblicazione: 2026

Editore: Independently published


Per impedire il futuro di devastazione che hanno vissuto sulla loro pelle, Iska e i Custodi devono lasciare Tantalied, per addentrarsi tra le rovine del vecchio mondo e per recuperare i Sette Cristalli, unica speranza di restituire la pace alla Terra.

Inspirò piano, poi forzò un sorriso. «Sto solo cercando di non pensare che c’è un nuovo conto alla rovescia che ci costringerà ad attraversare un mondo immenso di cui non sappiamo quasi nulla.»

Oltre i confini del loro continente, li attendono città sommerse, metropoli divorate dalle foreste e un mondo ormai reso irriconoscibile da guerre, cambiamenti climatici e mutazioni genetiche.

«Gli umani ci considerano pericolosi, perché non possono controllarci. Pensano di avere il diritto di agire come vogliono, senza curarsi delle conseguenze, nemmeno per se stessi.» Le creature si sedettero sulle zampe posteriori e avvolsero la coda intorno al corpo. «Inquinano l’acqua che scarseggia, distruggono i boschi, persino gli alberi da frutto. Trattano gli animali come cibo, in alternativa come fastidio.»

Quando il confine tra bene e male si assottiglia, distinguere ciò che è giusto da ciò che è necessario diventa impossibile.

«Perché farci vedere una cosa simile e poi costringersi a sconfiggere Morke?»
Deigh avvolse Lule con un braccio e volse lo sguardo verso di lui. «Ho due ipotesi. La prima è che dobbiamo ancora vedere tutta la sua storia e allora capiremo. La seconda… è che sperano che troviamo un modo per non farlo.»
Lule sollevò gli occhi verso di lui. «Davvero?»
Iska incrociò le braccia con un mugugno pensieroso.
Faya si appoggiò al muro con uno sbuffo. «Io spero nella seconda.» Spalancò le braccia con un gesto secco. «Cavolo, sarebbe ingiusto distruggere qualcuno che voleva solo fare del bene!»

Ogni scelta pretende un sacrificio, perché esistono vittorie che costano più della sconfitta.
E i Custodi dovranno decidere se salvare il mondo o restare fedeli a se stessi.

Ma io sapevo come sarebbe finita. Era inutile cercare di cambiare le cose.
Serrai un pugno, sentendo le unghie affondare nel palmo, attraverso la stoffa, e ripresi a camminare in silenzio, con quel vuoto familiare nel petto che mi accompagnava da quando esistevo.


Ci sono finali che fanno paura: c’è sempre il timore che l’ultimo capitolo possa sminuire ciò che è stato costruito, che possa deludere o spegnere la magia.
Le Ombre delle Virtù: Buio fa esattamente il contrario: amplifica, espande ed eleva.

Mantenendo la struttura corale dei volumi precedenti una narrazione in prima persona che dà voce a ciascun protagonista, Katy Marylin Farci porta la storia oltre i confini di Tantalied, toccando i continenti che conosciamo in una chiave distopica e quasi apocalittica: un mondo che diventa uno specchio deformato, ma dolorosamente riconoscibile, del nostro.

I sei protagonisti si separano: Lule, Deigh, Faya e Iska proseguono il viaggio, mentre Amira e Drayah rimangono a Tantalied. Ai primi quattro si affiancano due nuove figure, Kjartan ed Eira, mentre il tempo scorre come una spada di Damocle, segnando un conto alla rovescia verso un futuro che nessuno vorrebbe affrontare.

L’intreccio si fa sempre più avvincente. I quattro protagonisti che conosciamo fin dall’inizio appaiono maturati, mentre l’ingresso di Kjartan riporta il lettore alle origini, a quella prima missione in cui Iska era ancora il Cavaliere tutto dovere e missione. Kjartan, infatti, è un personaggio enigmatico che funge anche da specchio: mostra ciò che Iska era e ciò che è diventato.

Il cammino è disseminato di ostacoli. In ogni tappa, l’autrice muove una critica lucida alla nostra società: dallo sfruttamento animale e umano alle manie di potere, dal capitalismo selvaggio alle dipendenze e ai pregiudizi. Temi che, seppur trasfigurati nel fantasy, riflettono la realtà in cui viviamo.

Ma non manca la speranza, né il concetto di seconda possibilità. Nel loro percorso i protagonisti incontrano figure del passato e del presente, diverse da come si immaginava. Ancora una volta si conferma come il bene e il male non siano entità in bianco e nero, ma sfumature di grigio, una linea sottile che si sposta a seconda delle prospettive. Lo stesso vale per le relazioni tra i personaggi: ciascuna differente, coerente con chi la vive e autentica a suo modo.

Le prove non sono soltanto fisiche, ma soprattutto psicologiche. Ognuno si trova costretto a fare i conti con i propri sentimenti e le proprie paure: c’è chi li accetta, chi si smarrisce e chi si rassegna.

Il lettore viene così posto di fronte a un enigma che attraversa l’intero romanzo: l’incarico affidato ai protagonisti è davvero giusto? Il Buio è realmente il male assoluto o lo è diventato nel tempo? Si può scegliere di risparmiarlo? Domande prive di risposte semplici, immerse in un’atmosfera in cui la paura di non tornare è palpabile e dove l’ironia e il dire ciò che si pensa come lo si pensa, in particolare quella di Deigh, serve ad alleggerire la cupa oscurità degli eventi.

In conclusione, Le Ombre delle Virtù: Buio è un finale che non distrugge ciò che è stato edificato, ma lo completa, lo arricchisce e lo rende imponente.
È un capitolo conclusivo che affronta temi complessi senza timore, mettendo alla prova i personaggi e chi legge.
Un finale che non si limita a chiudere una saga, ma apre una riflessione profonda sul bene, sul male, sul tempo e sulle conseguenze delle nostre scelte.
Una conclusione che mantiene ogni promessa e rende l’intera trilogia ancora più potente.

Grazie per aver letto fino alla fine.
Alla prossima storia, tra le pagine del blog.

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